L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali approva la Relazione sul diciassettesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy.

Tra gli interventi più rilevanti svolti nel corso del 2013:

– la sorveglianza globale e il Datagate;

– internet e il ruolo dei grandi provider;

– la trasparenza della Pa on line e le garanzie da assicurare ai cittadini;

– i social network e i problemi posti dal cyberbullismo;

– il fisco e la tutela delle riservatezza dei contribuenti;

– i sistemi di pagamento mediante smartphone e tablet (mobile payment);

– l’uso dei dati biometrici, anche sul posto di lavoro;

– la tutela dei minori sui media e sul web;

– la protezione dei dati usati a fini di giustizia;

– le telefonate promozionali indesiderate;

– i diritti dei consumatori;

– le semplificazioni per le imprese;

– le banche dati pubbliche e private;

– il mondo della scuola;

– i partiti e i movimenti politici;

– la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico.

Nel 2013 sono stati adottati oltre 606 provvedimenti collegiali.

L’Autorità ha fornito riscontro a 4.185 tra quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento alle seguenti aree tematiche: telefonia, centrali rischi, centrali rischi, videosorveglianza, rapporti di lavoro, giornalismo.

Sono stati decisi 222 ricorsi, inerenti soprattutto a banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici.

I pareri resi dal Collegio al Governo e Parlamento sono stati 22 ed hanno riguardato, in particolare, l’informatizzazione delle banche dati della Pa, l’attività di polizia e sicurezza nazionale, la formazione.

Sono state effettuate 411 ispezioni (+4% rispetto al 2012), che hanno riguardato diversi settori: call center e telefonate promozionali indesiderate; banche dati del fisco; credito al consumo e “centrali rischi”; sistema informativo dell’Inps; nuovi strumenti di pagamento elettronico gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment); violazioni delle banche dati dei gestori tlc (data breaches).

Le violazioni amministrative contestate sono state 850, in aumento rispetto all’anno precedente (578): una parte consistente ha riguardato il trattamento illecito dei dati, legato principalmente al telemarketing e all’uso dei dati personali senza consenso;  all’omessa o inadeguata informativa agli utenti; alla conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico; alla mancata adozione di misure di sicurezza; all’omessa o mancata notificazione al Garante; all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a oltre 4 milioni di euro.

Le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria sono state 71, in particolare  per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati.


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