Brevissima…
Nel corso dell’audizione sul Disegno di Legge di Bilancio 2026, Confindustria ha espresso preoccupazione per un contesto economico internazionale sempre più instabile e per una crescita interna ferma a livelli minimi, nonostante la stabilità dei conti pubblici.
Confindustria ha ricordato come 256 mila imprese e 10 milioni di occupati sostengano oltre l’80% del sistema fiscale e sociale del Paese, avvertendo sul rischio di perdita di base produttiva.
L’Associazione riconosce l’effetto positivo della riduzione dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato, ma ritiene che la manovra, pur mobilitando oltre 21 miliardi nel 2026, non sia in grado di incidere sul PIL. Da qui la richiesta di un piano industriale straordinario centrato su investimenti, competitività e attrattività.
Tra le priorità indicate figurano la rimodulazione del PNRR per sostenere gli investimenti produttivi e la riduzione del costo dell’energia, ancora molto superiore rispetto ai principali Paesi europei.
Valutazioni positive sono state espresse per iperammortamento e ZES Unica, ma con la richiesta di estenderne la durata. Restano invece criticità sui contratti di sviluppo, sul Fondo di Garanzia per le PMI e su alcune misure fiscali ritenute penalizzanti.
Confindustria sollecita infine una strategia di lungo periodo, capace di rafforzare la base produttiva e sostenere la crescita, condizione essenziale per garantire la tenuta del sistema economico e sociale.
Fonte: www.confindustria.it
