L’Autorità Nazionale Anticorruzione scrive la nuova “Proposta finalizzata all’adozione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di cui all’articolo 83, comma 2, del decreto legislativo 50/2016 avente ad oggetto il sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro”, con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare la procedura di attestazione e il sistema dei controlli periodici del permanere dei requisiti, cogliendo l’occasione per un piccolo riassetto delle categorie e una lieve ridefinizione dei valori delle classifiche.

E’ opportuno ricordare che la proposta dell’ANAC dà attuazione alle previsioni del codice dei contratti pubblici, dopo le modifiche introdotte dal correttivo 2017, secondo cui  spetta ad apposito decreto del MIT, da adottare su proposta dell’ANAC (e non alle Linee guida Anac come originariamente previsto dallo stesso correttivo) : a) disciplinare il sistema di qualificazione dei soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro, i casi e le modalità di avvalimento, i requisiti e le capacità che devono essere posseduti dal concorrente, anche in riferimento ai consorzi di cooperative di produzione e lavoro e a quelli imprese artigiane e ai consorzi stabili, e la documentazione richiesta ai fini della dimostrazione del loro possesso (art. 83, c.2); b)  individuare i livelli standard di qualità dei controlli che le gli appositi organismi di diritto privato autorizzati dall’ANAC (SOA) devono effettuare nei confronti delle imprese ai fini del rilascio delle attestazioni di qualificazione, e i casi e le modalità di sospensione o di annullamento delle attestazioni (art. 84, co 2 e co 8).

La previsione da parte del codice dei contratti, come si legge nella relazione dell’ANAC, è stata colta come “un’occasione per intervenire sulla disciplina del sistema di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiori a 150.000 euro introducendo elementi di miglioramento volti a superare le criticità riscontrate e a perseguire obiettivi di semplificazione delle procedure, di garanzia dell’affidabilità professionale degli operatori economici e maggiore trasparenza“, scartando così la cosiddetta opzione zero ossia  il mantenimento della disciplina previgente.

La proposta di decreto si compone di 73 articoli, organizzati in 8 titoli, di cui è prevista l’entrata in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta.

In generale, è mantenuto il sistema unico di valutazione ed è confermata la natura pubblicistica dell’attività svolta dalle (ad oggi) 20 SOA autorizzate. E’ confermata la centralità, nella valutazione dei lavori eseguiti ai fini del rilascio dell’attestazione SOA, del certificato di esecuzione dei lavori (CEL) da rilasciarsi dal committente secondo il modello predisposto dall’ANAC, e da sottoscrivere da parte del direttore dei lavori, ove il suo intervento sia previsto dalla legislazione vigente, oppure da parte di un professionista incaricato dal committente.

Nella proposta di decreto, fra l’altro,  è prevista  la revisione delle categorie, con la soppressione della OG 11 (che conta 1.173 imprese attestate) e della OG 17 assorbita in altre categorie per via delle lavorazioni simili, e la ridefinizione dei valori delle classifiche, con l’ introduzione di una nuova per importi fino a 7,5 milioni.

Il decreto proposto dedica il titolo V all’istituto dell’avvalimento, che può essere utilizzato dal concorrente  per la singola gara ma non dall’operatore  per ottenere l’attestazione SOA, e il titolo VI alla qualificazione del contraente generale.  Prevede, inoltre,  al titolo VII un articolato sistema sanzionatoria consistente nel diniego o decadenza dell’attestazione di qualificazione o, ancora, nella sua sospensione cautelare, e al titolo VIII il regime transitorio.

Qualificazione per lavori d’importo inferiore a 150mila euro. Per i lavori minori per i quali la qualificazione è effettuata direttamente dalla stazione appaltante, è previsto che gli operatori economici possano partecipare qualora in possesso dei seguenti requisiti di ordine tecnico organizzativo: a) importo dei lavori analoghi eseguiti direttamente nel decennio antecedente la data di pubblicazione del bando non inferiore all’importo del contratto da stipulare ; b) costo complessivo sostenuto per il personale dipendente non inferiore al quindici per cento dell’importo dei lavori eseguiti nel decennio antecedente la data di pubblicazione del bando; c) adeguata attrezzatura tecnica commisurata alla natura ed entità dei lavori da eseguire.  Resta fermo che, nel caso di imprese già in possesso dell’attestazione SOA relativa ai lavori da eseguire, non è richiesta ulteriore dimostrazione circa il possesso dei requisiti. E che i requisiti, previsti dal bando di gara, dall’avviso di gara o dalla lettera di invito, sono auto dichiarati dal concorrente in sede di domanda di partecipazione o di offerta e devono essere accertati dalla stazione appaltante secondo le disposizion


Stampa articolo