IN POCHE PAROLE…
La sperimentazione del sistema contabile Accrual attesta le difficoltà operative degli enti locali verso la armonizzazione dell’informazione contabile, che deve dotarsi della multidimensionalità, ossia della qualità di rappresentare il suo contenuto nell’ambito di diversificati piani di lettura e di analisi, nello stesso intervallo temporale.
Questo processo implica l’elaborazione di nuovi sistemi di conto, in grado di produrre un ripensamento generale dell’organizzazione dell’ente di riferimento, nella sua articolazione interna, nella esteriorizzazione dell’azione intrapresa, nelle relazioni di contesto.
L’introduzione dell’Accrual accounting
Le linee evolutive nella gestione organizzativa e nella predisposizione dell’azione amministrativa degli enti locali seguono la Riforma 1.15 del PNRR[i], la quale vuol orientare gli attuali impianti di contabilità economico-patrimoniale degli enti pubblici locali, di cui al D.Lgs. 118/2011, verso l’adozione di un unico sistema basato sul principio accrual[ii]. Questo percorso intende seguire gli sviluppi internazionali, nella elaborazione e nella operatività di diversi principi e standard contabili per le pubbliche amministrazioni (IPSAS/EPSAS), e dare attuazione alla Direttiva 2011/85/UE[iii] del Consiglio.
Il percorso di sperimentazione è stato introdotto dall’art. 10 del D.L. 113/2024, che detta le nuove regole dei principi ITAS[iv] e delle relative linee guida. Sono stati coinvolti le Città metropolitane, le province e i comuni oltre i 5.000 abitanti, che dovranno elaborare la seguente documentazione contabile:
- il conto del bilancio finanziario ed gli schemi di bilancio economico-patrimoniale previste dall’allegato 4/3 al D. Lgs. 118/2011;
- un conto economico ed uno stato patrimoniale accrual compliant, nell’ambito del quale riclassificare le voci in linea con quelle del piano dei conti multidimensionale, apportando ai relativi saldi le integrazioni e le rettifiche necessarie per l’applicazione dei principi contabili ITAS della Contabilità Accrual.
La fase di sperimentazione si concluderà con l’approvazione del rendiconto 2025 entro il 30 aprile 2026[v]. In questo periodo temporale, è stato ipotizzato il conseguimento di alcuni obiettivi:
- la conclusione del ciclo di formazione per il 90% delle amministrazioni pubbliche;
- l’adozione della contabilità accrual per almeno il 90% delle amministrazioni pubbliche;
Inoltre, nelle Linee Guida per i Modelli di raccordo fra i piani dei conti vigenti e il Piano dei conti unico 2025 si parla della sostituzione della parte documentale inerente la fase di rendicontazione del ciclo di bilancio, laddove l’attenzione della Corte dei Conti permane sulla “corretta applicazione degli istituti dell’armonizzazione contabile, necessari a garantire la stabilità finanziaria dell’ente, in considerazione del persistere di diffuse resistenze a gestire le obbligazioni secondo il principio della competenza finanziaria potenziata e tenuto conto del fatto che la contabilità finanziaria continuerà a conservare la funzione autorizzatoria, anche con l’introduzione della riforma accrual”[vi].
Nella visione europea, il metodo accrual rappresenta uno strumento fondamentale per l’avvio di processi di valorizzazione patrimoniale, perché si basa su un sistema di imputazione del valore contabile dei beni pubblici nell’ambito di un quadro omogeneo e completo, alla luce di un ciclo di gestione delle risorse economiche più immediato nella sua ricostruzione.
Se, da un lato, il principio di cassa si consolida quando le entrate e le uscite sono registrate in corrispondenza dell’effettivo pagamento o incasso, nel metodo Accrual, invece, i flussi finanziari sono contabilizzati nel momento in cui sorgono le relative obbligazioni, non seguendo la fattuale variazione monetaria della cassa dell’ente[vii]. Ciò permette una visione completa e prospettica delle risorse disponibili e degli impegni assunti[viii].
Attraverso l’azione congiunta di Commissione europea e MEF–Ragioneria generale dello Stato:
- è stata individuata la distanza intercorrente tra l’attuale sistema contabile pubblico italiano e gli standard europei;
- sono state enucleate le criticità più rilevanti;
- sono state formulate le azioni da intraprendere, tra le quali:
- l’introduzione di un nuovo modello di governance;
- la convergenza verso un unico insieme di standard contabili, nell’ambito in un quadro concettuale valido per tutta la pubblica amministrazione;
- la definizione di risorse informatiche, umane e di gestione finanziaria capace di sostenere l’effettività della riforma contabile.
La concretizzazione di queste azioni si basa sulla operatività di un nuovo sistema informativo, chiamato InIt[ix], come struttura di supporto dei processi di contabilità pubblica, con la capacità di cogliere le diverse implicazioni (finanziaria, economico-patrimoniale e analitica) di un determinato fatto gestionale in una sola rilevazione contabile. Tutte le informazioni di uno stesso fatto gestionale si canalizzano in un unico sistema modulare integrato di tipo ERP (Enterprise Resource Planning), originariamente connesso alle esigenze di efficienza in ambito aziendale, in grado di interfacciare i diversi settori della contabilità di una organizzazione, eliminando il rischio di duplicazioni, letture cumulative dello stesso dato, alterazioni interpretative non in linea al significato della registrazione contabile. Le aspettative intorno a questa nuova metodologia sono molto alte, sia in termini di benefici per l’utenza, sia per la ricostruzione del ciclo finanziario pubblico, nella sua completezza. Infatti, tutto l’impianto InIt si focalizza su due principi fondamentali che, in realtà, rappresentano parametri di costruzione dell’impianto stesso:
- unicità delle scritture contabili, nel senso che la singola informazione contabile deve essere registrata una sola volta e deve essere accessibile in tutti gli ambienti di consultazione e a favore di tutti gli attori interessati nel relativo procedimento decisionale;
- automatismo delle scritture contabili, una volta inserita l’informazione, deve attivarsi l’aggiornamento di tutte le aree di pertinenza argomentativa, agevolando la realizzazione di anagrafiche centralizzate ad implementazione automatica, in grado di ridurre numericamente gli inserimenti manuali a carico dell’utente.
Nel sistema degli enti territoriale è fondamentale il ruolo di ARCONET [x](art. 9, co. 16, D.Lgs. 152/2021), che:
- favorisce la partecipazione degli enti locali al processo definitorio della metodologia Accrual;
- riceve le proposte elaborate dalla struttura tecnica del Ministero dell’economia (SSB- Standard Setter Board), in merito agli strumenti Accrual;
- elabora e rilascia un parere in relazione alle proposta sopra indicate.
Nella interlocuzione Arconet- SSB, si segnala il Resoconto della Commissione Arconet del 15 febbraio 2023, nel quale sono stati fissati dei punti importanti:
- la contabilità economico-patrimoniale non sostituirà la contabilità finanziaria, che conserva il suo potere autorizzatorio[xi];
- la contabilità finanziaria sarà integrata con il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale, che riguarda la fase della rendicontazione a fini informativi (es. sul prelievo e sull’impiego delle risorse di bilancio; sui risultati conseguiti; sulla qualità-quantità dei servizi erogati).
- La metodologia Accrual costituisce “un percorso di perfezionamento del sistema contabile previsto dal D.Lgs. 118/2011, da realizzare attraverso un adeguamento del principio contabile applicato, concernente la contabilità economico-patrimoniale vigente ai nuovi standard nazionali ITAS ispirati agli IPSAS”.
Le caratteristiche del metodo Accrual
L’architettura del sistema si poggia sulla articolazione procedimentalizzata dell’organizzazione; si integrano le funzioni, tramite la consultazione simultanea del fatto di gestione, la partecipazione degli attori istituzionali coinvolti e le modifiche contabili necessarie[xii].
In prima battuta, infatti, l’Accrual rappresenta un sistema contabile, basato sulla competenza economica, nel quale i flussi finanziari sono contabilizzati nel momento in cui sorgono le relative obbligazioni. Ciò permette una panoramica delle risorse disponibili e degli impegni assunti. Il fine è garantire:
- la trasparenza, attraverso una visione chiara di tutte le passività, comprese quelle latenti o differite, e delle risorse reali a disposizione;
- la misurazione della sostenibilità del debito assunto: la capacità dell’ente di far fronte ai propri impegni ed onorarli puntualmente, nel breve, medio e lungo periodo, influenzando così l’efficacia delle politiche messe in campo;
- la comparabilità: l’uniformazione dei bilanci degli enti locali agli standard europei, consente il confronto tra enti diversi, appartenenti a Stati diversi, ancora, collocati nel settore pubblico e nel settore privato;
- la gestione delle risorse: strumenti digitalizzati più avanzati facilitano il monitoraggio del ciclo gestionale e del processo organizzativo in itinere, sia del singolo ente che del sistema finanziario nazionale.
L’attivazione del metodo Accrual è legata a doppio filo con delle imprescindibili modifiche sul piano organizzativo, quali:
- la formazione del personale: il personale amministrativo e contabile dovrà acquisire competenze specifiche, spesso lontane dalle prassi tradizionali:
- l’adeguamento tecnologico: sarà necessario adottare nuovi software e strumenti informatici in grado di supportare la registrazione e l’elaborazione dei dati secondo il metodo Accrual, accompagnandosi ad una identificazione puntuale dell’area organizzativa o optando per l’azione sinergica di due o più aree;
- la transizione graduale: l’introduzione del nuovo sistema richiederà una fase di transizione in cui convivranno vecchie e nuove modalità, con un conseguente aumento della complessità gestionale, seppur di durata temporanea, fino alla sistematizzazione definitiva dell’impianto Accrual.
L’impostazione filosofica Accrual vuol agire su tre settori differenti, ma integrati:
- nell’ambiente interno ad ogni organizzazione pubblica, migliorando l’accessibilità ai dati, la consultazione comune, una linea interpretativa univoca, ma aperta a valutazioni innovative o migliorative nell’esercizio dell’azione pubblica;
- nell’ambiente esterno, nei rapporti con gli attori socio-economici, quali i cittadini e gli operatori economici, rinnovando una relazione fiduciaria e di trasparenza concorrenziale del mercato economico generale, secondo una sana competitività;
- sempre nell’ambiente esterno all’amministrazione procedente, ma nei rapporti con gli altri livelli istituzionali di governo, nel più ampio disegno dell’armonizzazione contabile[xiii], avente la finalità dichiarata di rendere comparabili i conti pubblici dei diversi livelli di governo, da quello locale a quello europeo.
I modelli di raccordo tra i piani dei conti per l’esercizio 2025
Lo strumento, istituzionalmente individuato nella sperimentazione Accrual, è rappresentato dai modelli di raccordo.
A tal proposito, l’art. 10, commi 7 e 9, del D.L. 113/2024, convertito con L. 143/2024, regola gli schemi di bilancio da elaborare per l’esercizio 2025; nelle Linee guida, approvate ad aprile 2025, si precisa che i menzionati schemi:
- a) hanno valenza sperimentale e non sostituiscono gli schemi di bilancio e di rendiconto prodotti in attuazione di norme vigenti; ciò significa che gli enti pubblici continueranno a gestire la propria contabilità sulla base delle norme e dei regolamenti in vigore e ad elaborare, in applicazione delle stesse regole, gli schemi di rendiconto ovvero di bilancio per l’esercizio 2025.
- b) sono prodotti dalle amministrazioni riclassificando le voci dei propri piani dei conti, attraverso degli appositi modelli di raccordo, con quelle del Piano dei conti unico, e apportando integrazioni e rettifiche ai relativi saldi contabili, in applicazione degli standard contabili ITAS.
I Modelli di raccordo[xiv] sono stati adottati con determina del Ragioniere generale dello Stato, n. 129, del 25 luglio 2025[xv], previa approvazione del Comitato direttivo della Struttura di governance[xvi].
Questo strumento svolge una rilevante funzione propedeutica rispetto alla definitiva e futura obbligatorietà del sistema accrual, poiché consente:
- agli enti locali e alle amministrazioni in genere, di maturare consapevolezza verso un nuovo assetto contabile, attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze e il consolidamento delle necessarie competenze;
- di monitorare l’applicazione delle regole contabili Accrual, identificandone criticità e formulando valutazioni preliminari circa la struttura organizzativa e le implementazioni da introdurre;
- di segnalare le eventuali criticità riscontrate, per la riformulazione adeguata degli standard contabili ITAS e al Piano dei conti unico;
- di incrementare il bagaglio conoscitivo delle amministrazioni coinvolte su una pluralità di piani: organizzativo, gestionale e tecnico- informatico. In tal senso, gli enti devono avviare una seria ricognizione del proprio patrimonio, coerente con gli standard accrual, finalizzandosi alla futura predisposizione dello Stato Patrimoniale di apertura; è, inoltre, imprescindibile una accurata analisi dei processi amministrativi, contabili e informatici volti al sistema contabile unico.
Sul piano operativo, il Modello di raccordo generale è stato reso disponibile in sei versioni, ognuna appositamente destinata ad un sottoinsieme di amministrazioni pubbliche. Nello specifico:
- le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane, le province e i comuni, che adottano il piano dei conti economico e il piano dei conti patrimoniale di cui agli allegati 6/2 e 6/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, utilizzano il modello di raccordo di cui all’Allegato 2/a;
- gli enti locali diversi da quelli sopra menzionati e gli enti strumentali in contabilità finanziaria, che adottano il piano dei conti economico e il piano dei conti patrimoniale di cui agli allegati 6/2 e 6/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, utilizzano il modello di raccordo di cui all’Allegato 2/b.
Il Modello di raccordo è progettato per essere utilizzato dalle amministrazioni direttamente come foglio elettronico di input, generando così gli schemi di bilancio nello stesso formato, che poi dovranno essere trasmessi alla RGS tramite il protocollo XBRL[xvii]. Il modello di raccordo riproduce un assetto informativo minimo rimesso all’elaborazione delle amministrazioni, le quali possono implementarne il contenuto nel rispetto delle logiche elaborative presenti nel foglio elettronico istituzionale.
Il Piano dei conti multidimensionale
Da ultimo, con Decreto del MEF del 6 agosto 2025[xviii], sono stati definiti i requisiti generali sulla base dei quali le amministrazioni devono intraprendere una analisi degli interventi di adeguamento dei propri sistemi informativo-contabili, necessari per il recepimento degli standard contabili ITAS. Tutto ruota attorno al concetto della multidimensionalità, intesa come la capacità di un evento, una informazione, uno stato di declinarsi in una pluralità di contesti, in una relazione spazio-temporale di contemporaneità. Si consideri, a titolo esemplificativo, il piano dei conti multidimensionale[xix], in cui ciascun segmento di struttura o composizione può ospitare una o più classificazioni relative alla stessa vista informativa, laddove il canonico piano dei conti economico-patrimoniale rappresenta solo una delle possibili dimensioni (o “viste”) informative, generalmente finalizzata a soddisfare esigenze conoscitive di carattere generale.
Nel Decreto del MEF del 6 agosto 2025 si distingue tra:
- Piano dei conti multidimensionale, definito come rappresentazione contabile composta da un insieme di classificazioni, collocate in distinti segmenti, gerarchicamente strutturati.
Ogni segmento corrisponde ad una differente dimensione contenutistica, quale amministrativo-organizzativa, funzionale-programmatica, economico-patrimoniale, statistica, geografica, e ogni altra dimensione informativa ritenuta rilevante a fini conoscitivi;
- Piano dei conti multidimensionale unico, in attuazione della riforma 1.15 PNRR, si compone di diverse voci distribuite su più livelli gerarchici. Dette voci sono distinte in due Segmenti:
- il Segmento A, contenente le voci necessarie alla tenuta della contabilità economico-patrimoniale conformemente al Quadro concettuale e agli standard contabili ITAS e alla elaborazione dei relativi schemi di bilancio;
- il Segmento B, contenente voci di ulteriore dettaglio, necessarie per esigenze conoscitive di finanza pubblica e per la costruzione dei dati della 3 contabilità nazionale, conformemente alle regole del Sistema Europeo dei Conti – SEC 2010 – di cui al Regolamento UE n. 549 del 21 maggio 2013.
Ai sensi dell’art. 3 del DM citato, i sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche devono garantire l’utilizzo del Piano dei conti multidimensionale unico, quale classificazione di riferimento per la tenuta delle scritture in contabilità economico-patrimoniale.
Nella sua multidimensionalità, il piano dei conti si inserisce in diversi processi organizzativi e gestionali dell’ente titolare, quali: – tutta l’elaborazione del ciclo di bilancio, dalla sua programmazione alla relativa rendicontazione; – la pianificazione e gestione dei flussi di cassa, degli acquisti e del patrimonio; – la formulazione di report di tipo statistico-economico; – l’accessibilità e la verificabilità verso la collettività e verso organismi esterni di controllo e sorveglianza; – l’identificazione dei centri di responsabilità decisionale.
Nella redazione espositiva del piano multidimensionale occorre considerate due punti salienti:
- non esiste un modello standard di riferimento per definire il numero ed il contenuto informativo dei diversi segmenti di composizione. Il contenuto di essi è variabile dipendente da necessità conoscitive, fonti informative, regole specifiche del settore contabile vigenti in una determinata realtà amministrativa;
- nell’ambito della stessa realtà, il contenuto del piano multidimensionale non è “normalizzabile”, nel senso di dettare uno standard contenutistico valido ed uguale per tutte le amministrazioni. La struttura per segmenti deve, invece, riflettere le particolarità identitarie dell’ente, della propria articolazione amministrativa, dei propri specifici programmi o progetti, delle relative fonti di finanziamento, tenendo conto della collocazione spaziale dell’ente e del contesto di azione.
dott.ssa Lucia Firino
[i] Il sistema unico di contabilità economico patrimoniale (accrual) si struttura in quattro fasi realizzative:
- prima fase (2018-2020): l’attenzione degli operatori si è focalizzata sull’attività di studio e approfondimento in materia di contabilità accrual nelle pubbliche amministrazioni;
- seconda fase (2021-2024): è stata avviata con la riforma 1.15 fra le riforme abilitanti del PNRR e l’attribuzione delle relative attività di realizzazione alla Struttura di governance;
- terza fase (2024-2026), ad oggi in corso, si è concentrata sulla formazione di base, rivolta degli esperti contabili delle amministrazioni destinatarie della riforma, previsto dal target M1C1-117 (da conseguire entro il primo trimestre 2026) e sulla prima predisposizione degli schemi contabili con finalità puramente sperimentali, da parte di un numero di amministrazioni pubbliche corrispondente ad almeno il 90 % della spesa primaria del settore pubblico (obiettivo da conseguire nel secondo trimestre 2026);
- quarta ed ultima fase (dal 2026) prenderà avvio con l’adozione di un atto legislativo, che introdurrà progressivamente il nuovo sistema contabile accrual, a partire dai diversi sistemi contabili attualmente vigenti, fino allo loro sostituzione della parte di rendicontazione.
Vedasi MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, Linee guida per i Modelli di raccordo fra i piani dei conti vigenti e il Piano dei conti unico, approvate il 17 aprile 2025, in https://accrual.rgs.mef.gov.it/export/sites/accrual/.galleries/doc_gallery/LINEE-GUIDA_Modelli-di-raccordo-pdc-unico-Pdc-vigenti.pdf
[ii] MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, PNRR_ Riforma “Dotare le Pubbliche amministrazioni di un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale accrual – PNRR Riforma 1.15, consultabile in https://accrual.rgs.mef.gov.it/it/normativa/pnrr_riforma_1_15/
[iii] La Direttiva 2011/85/UE del Consiglio dell’Unione europea, adottata in data 8 novembre 2011 relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri, come modificata dalla Direttiva 2024/1265/UE del 29 aprile 2024, stabilisce, all’art.3, che «gli Stati membri si dotano di sistemi di contabilità pubblica che coprono in modo completo e uniforme tutti i sottosettori dell’amministrazione pubblica e che contengono le informazioni necessarie per generare dati fondati sul principio di competenza», anche « al fine di predisporre i dati basati sul sistema europeo dei conti nazionali e regionali», consultabile in https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:02011L0085-20240430
[iv] Gli standard contabili italiani (ITAS) sono le regole principali di contabilizzazione a base accrual adottate per la Riforma 1.15 del PNRR. Essi, insieme al quadro concettuale e alle linee guida, rappresentano un corpus unico di regole per la rendicontazione e per la redazione del bilancio di esercizio delle amministrazioni pubbliche. Complessivamente, sono stati finora approvati 18 ITAS, i cui testi sono consultabili e scaricabili dal portale dedicato del Ministero dell’economia e delle finanze. Ciascun ITAS è dedicato ad un argomento specifico.
[v] Barbero M., Contabilità ACCRUAL: aggiornato l’ITAS 1, in La Posta del Sindaco: informazioni e strumenti per gli enti locali, consultabile in https://www.lapostadelsindaco.it/rivista-del-sindaco/1653/contabilita-accrual-aggiornato-litas-1, pubblicato il 26 febbraio 2025
[vi] Vedasi Deliberazione Corte dei Conti, Sezione delle autonomie DELIBERAZIONE N.7 /SEZAUT/2025/INPR, in https://www.corteconti.it/Download?id=cd77c22e-9871-472e-8e1a-2bac7ea54c80
[vii] Redazione di InformaticaMAG, La rivoluzione della contabilità negli enti locali: l’introduzione dell’Accrual accounting, InformaticaMAG 5/2, 04 febbraio 2025, in https://www.maggioli.com/it-it/maggioli-now/magazine/gennaio-2025/la-rivoluzione-della-contabilita-negli-enti-locali-l%E2%80%99introduzione-dell%E2%80%99accrual-accounting
[viii] Bisio L. – Centrone D., Manuale di programmazione, contabilità e controlli negli Enti Locali, Galatina (LE), 2023.
[ix] Viene letteralmente definito: “InIt – Nuovo sistema informatico gestionale di contabilità pubblica è il nuovo sistema integrato che la Ragioneria Generale dello Stato sta realizzando a supporto dei processi contabili delle amministrazioni pubbliche. InIt è un sistema di tipo ERP (Enterprise Resource Planning) che integra contabilità finanziaria, economico-patrimoniale e contabilità analitica per centri di costo. Sarà adottato inizialmente dalle Amministrazioni centrali dello Stato, sostituendo gradualmente gli applicativi in uso (c.d. sistemi legacy). consultabile al link https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONEI/e_government/amministrazioni_centrali/inIt/
[x] ARCONET (armonizzazione contabile degli enti territoriali) è il processo di riforma degli ordinamenti contabili pubblici diretto a rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili e aggregabili al fine di:
- consentire il controllo dei conti pubblici nazionali (tutela della finanza pubblica nazionale);
- verificare la rispondenza dei conti pubblici alle condizioni dell’articolo 104 del Trattato istitutivo UE);
- favorire l’attuazione del federalismo fiscale.
L’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche costituisce il cardine irrinunciabile della riforma della contabilità pubblica (legge n. 196/2009) e della riforma federale prevista dalla legge n. 42//2009. Entrambe le leggi hanno delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi, informati ai medesimi principi e criteri direttivi, per l’attuazione dell’armonizzazione contabile. Per gli enti territoriali la delega è stata attuata dal decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”. La Commissione per l’armonizzazione degli enti territoriali (Commissione Arconet) con il compito di promuovere l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali e dei loro organismi e enti strumentali, esclusi gli enti coinvolti nella gestione della spesa sanitaria finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale, e di aggiornare gli allegati al titolo primo del decreto legislativo n. 118 del 2011 in relazione al processo evolutivo delle fonti normative che concorrono a costituirne il presupposto e alle esigenze del monitoraggio e del consolidamento dei conti pubblici, nonché del miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali.
[xi] Barbero M., Accrual: il nodo della correlazione tra piano dei conti finanziario ed quello economico patrimoniale, 19 luglio 2024, in https://leautonomie.it/accrual-il-nodo-della-correlazione-tra-piano-dei-conti-finanziario-ed-quello-economico-patrimoniale/
[xii] Per una lettura d’insieme, vedasi MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, Il Sistema unico di contabilità economica delle pubbliche amministrazioni, in https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONEI/e_government/amministrazioni_centrali/contabilita_economica/il_sistema/
[xiii]L’armonizzazione contabile rappresenta uno strumento essenziale per la definizione di un quadro normativo contabile che concorra alla sostenibilità delle finanze pubbliche. Si compone delle regole che presiedono la redazione dei bilanci pubblici, con l’introduzione di criteri omogenei volti a migliorare la trasparenza, l’attendibilità e la confrontabilità delle scritture contabili di tutte le amministrazioni pubbliche.
[xiv] I modelli di raccordo, nelle versioni di file MS-Excel, sono scaricabili al seguente link https://accrual.rgs.mef.gov.it/export/sites/accrual/.galleries/doc_gallery/Modelli-di-raccordo-1-5_EXCEL.zip
[xv] La determina del Ragioniere generale dello Stato n. 129 del 25 luglio 2025 è consultabile in https://accrual.rgs.mef.gov.it/export/sites/accrual/.galleries/doc_gallery/Determina-RGS-MODELLI-DI-RACCORDO.pdf
[xvi] La Struttura di governance per la definizione di un sistema di contabilità economico-patrimoniale unico per le pubbliche amministrazioni italiane è stata istituita presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), con Determina del Ragioniere Generale dello Stato n. 35518 del 5 marzo 2020, consultabile in https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/contabilita_accrual/Determina-istituzione-Struttura-di-governance-e-Regolamento.pdf
[xvii] L’acronimo XBRL (eXtensible Business Reporting Language) è un linguaggio informatico, che consente lo scambio di informazioni finanziarie, che vengono etichettate per tipologia (es. vendite, ricavi, costi, profitti) con una descrizione e una contestualizzazione del periodo di esercizio e della valuta di riferimento. Maggiori informazioni possono essere reperite in AGID, XBRL – Standard formato elettronico editabile per la presentazione dei bilanci, in https://www.agid.gov.it/it/dati/formati-aperti/xbrl-standard-formato-elettronico-editabile.
I documenti contabili devono essere elaborati in base alle istruzioni fornite con documento tecnico di cui all’art. 3, comma 3, del Decreto del MEF del 23 dicembre 2024.
[xviii] Il Decreto del MEF del 6 agosto 2025 è consultabile al link https://accrual.rgs.mef.gov.it/export/sites/accrual/.galleries/doc_gallery/DECRETO_MEF__Requisiti_Generali_Sistemi_Informativi.pdf
[xix] MEF, NOTE TEMATICHE DEL SERVIZIO STUDI DIPARTIMENTALE – NOTA 132 DEL 17 APRILE 2024, Definizione del piano dei conti multidimensionale della Riforma 1.15 del PNRR: criteri, metodi e risultati, consultabile in https://accrual.rgs.mef.gov.it/export/sites/accrual/.galleries/doc_gallery/Nota-SeSD-132-2024-Definiz-piano-dei-conti-multidimensionale-Rif-1.15-PNRR-criteri-metodi-e-risultati.pdf
