Con Comunicato del 22 giugno u.s., l’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti informa di aver incontrato il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione per un confronto sul tema dell’affidamento degli incarichi legali da parte delle pubbliche amministrazioni che non dispongono di avvocature interne.
Secondo l’Associazione, l’affidamento dei servizi legali da parte della Amministrazioni (sia su base fiduciaria che a seguito di confronto concorrenziale) non deve avvenire utilizzando il criterio del “mino prezzo” o del “massimo ribasso” stante la particolare natura dei servizi in questione e l’importanza della qualità delle relative prestazioni.
In tali casi, infatti, il criterio da prendere in considerazione dovrebbe essere quello del “rapporto qualità/prezzo”, meglio coniugabile con il disposto dell’art. 2233 c.c. secondo cui “la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione’”.
L’Unione ha pertanto “espresso l’auspicio che, esclusa in senso assoluto l’applicazione di criteri che valorizzino unicamente il profilo economico, sia utilizzato invece un criterio che, sulla base del rapporto qualità/prezzo, valorizzi adeguatamente anche il profilo qualitativo della prestazione, dando prevalente rilievo alla competenza, al percorso formativo e alla specializzazione del professionista. Con ciò assicurando la massima tutela all’interesse pubblico alla qualità della prestazione e quindi, nel contempo, al diritto di difesa”.
Non resta ora che attendere le nuove Linee guida in materia dell’ANAC, nella quali potrà essere data risposta alle questioni sollevate dall’Associazione.
