Brevissima…
Il Rapporto Industria 2025 del Centro Studi Confindustria fotografa l’evoluzione della manifattura italiana nell’ultimo decennio, mettendo in luce punti di forza, criticità e prospettive di competitività del sistema produttivo in un contesto segnato da shock economici, sanitari ed energetici.
La manifattura italiana si conferma un unicum in Europa per grado di diversificazione produttiva, capacità di investimento e forte orientamento ai mercati esteri. L’export resta uno dei principali punti di forza, sostenuto sempre più dalla qualità dei prodotti, con risultati particolarmente rilevanti nei comparti a maggiore contenuto innovativo. Negli ultimi anni, inoltre, il rafforzamento patrimoniale delle imprese ha migliorato la solidità del sistema produttivo.
Accanto a questi elementi positivi, il Rapporto ribadisce una criticità strutturale: la debole dinamica della produttività, che penalizza il confronto internazionale. Le principali cause sono legate alla frammentazione dimensionale del tessuto produttivo e alla crescita ancora insufficiente del capitale, soprattutto immateriale. Le imprese di dimensione medio-grande mostrano invece livelli di produttività elevati, ma il loro peso resta ancora limitato sull’insieme del sistema.
Dopo segnali di recupero a partire dalla metà del decennio scorso, le crisi più recenti hanno nuovamente rallentato la crescita della produttività. Il rafforzamento duraturo della competitività passa, secondo il Rapporto, dal sostegno all’innovazione, dalla diffusione delle migliori pratiche nelle filiere, dalla crescita dimensionale delle imprese e da una migliore allocazione di capitale e lavoro verso i settori a maggiore valore aggiunto.
Sul piano del contributo all’economia, la manifattura resta centrale per produzione, investimenti, ricerca e esportazioni, collocando l’Italia tra i principali attori industriali a livello europeo e internazionale.
Gli approfondimenti tematici evidenziano infine il ruolo strategico delle competenze, della flessibilità e dell’inclusione, insieme all’importanza delle politiche industriali. Le associazioni di categoria segnalano come principali criticità il costo dell’energia, mentre digitalizzazione, sostenibilità e innovazione emergono come le priorità per il futuro della competitività industriale.
Fonte: www.confindustria.it
