Brevissima…

Il nuovo report INPS sui lavoratori pubblici, pubblicato a novembre 2025, offre una fotografia aggiornata della Pubblica Amministrazione italiana: personale in rapido invecchiamento, forte presenza femminile, retribuzioni concentrate nelle fasce medio-basse e un ricorso significativo ai contratti a termine, soprattutto nella Scuola.


Il report INPS dedicato ai lavoratori pubblici nel 2024 offre un quadro chiaro delle dinamiche demografiche e occupazionali che oggi caratterizzano la Pubblica Amministrazione italiana. I dati confermano innanzitutto un progressivo invecchiamento del personale: oltre tre quarti dei dipendenti ha più di 40 anni e la classe anagrafica più numerosa è quella tra 55 e 59 anni. Considerando che l’età ordinamentale di pensionamento è fissata a 67 anni, emerge come una quota rilevante degli attuali lavoratori sia destinata a lasciare il servizio nel prossimo decennio. Sul versante opposto, le fasce giovanili risultano marginali e segnate da una presenza elevata di contratti a tempo determinato, soprattutto nella Scuola, dove si concentrano anche il maggior numero di giornate lavorative discontinue e retribuzioni medie particolarmente contenute.

Il tema della precarietà si accompagna a quello delle differenze di genere. Le donne rappresentano il 61% del personale pubblico, ma percepiscono retribuzioni medie inferiori rispetto agli uomini e risultano fortemente sovra-rappresentate nel part-time, che nel 2024 coinvolge complessivamente il 9% delle lavoratrici contro il 3,6% dei lavoratori. Le diverse tipologie di part-time – orizzontale, verticale e misto – mostrano una presenza femminile compresa tra il 75% e l’81,8%, contribuendo a spiegare parte del divario retributivo evidenziato nelle varie classi di età.

Il report segnala inoltre che oltre il 60% dei dipendenti pubblici percepisce una retribuzione annua inferiore ai 35.000 euro, con una forte concentrazione nella fascia tra 25.000 e 29.999 euro, che risulta la più numerosa. Le differenze territoriali, pur non marcate, mostrano retribuzioni mediamente più elevate nelle regioni del Centro, dove si concentra una quota significativa di lavoratori del comparto delle Amministrazioni centrali, mentre Nord-Ovest e Nord-Est registrano valori più bassi. A livello mensile, la presenza media dei dipendenti è pari a 3,4 milioni, con la sola Scuola a esibire una spiccata stagionalità, caratterizzata da minimi estivi e picco nel mese di dicembre.

Nel complesso, la fotografia restituita dal report INPS evidenzia una Pubblica Amministrazione caratterizzata da un’età media elevata, da una limitata presenza di giovani stabilmente inseriti, da una significativa diffusione del part-time soprattutto femminile e da una struttura retributiva concentrata nelle fasce medio-basse. Si tratta di elementi che descrivono un’organizzazione chiamata nei prossimi anni a fronteggiare un ampio ricambio generazionale e a consolidare modelli occupazionali più omogenei e meno esposti a segmentazioni interne.


Fonte: INPS – Osservatorio statistico – Osservatorio sui lavoratori pubblici (report statistico)


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