Sulla Gazzetta ufficiale n. 73 del 28 marzo 2017 è pubblicato il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 22 marzo 2017 recante “Determinazione del costo globale annuo massimo per le operazioni di mutuo effettuate dagli enti locali”.
In base al provvedimento, i mutui contratti, ai sensi dell’art 22 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144, dagli enti locali di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono regolati a tasso fisso o a tasso variabile.
Il costo globale annuo massimo applicabile alle operazioni regolate a tasso fisso è determinato nelle seguenti misure, in relazione alla durata delle operazioni medesime:
- fino a 10 anni – Interest Rate Swap 7Y + 1,30%;
- fino a 15 anni – Interest Rate Swap 10Y + 1,85%;
- fino a 20 anni – Interest Rate Swap 12Y + 2,10%;
- fino a 25 anni – Interest Rate Swap 15Y + 2,20%;
- oltre 25 anni – Interest Rate Swap 20Y + 2,30%.
Il costo globale annuo massimo applicabile alle operazioni regolate a tasso variabile è fissato nelle seguenti misure, in relazione alla durata delle operazioni medesime:
- fino a 10 anni: EURIBOR a 6 mesi + 1,30%;
- fino a 15 anni: EURIBOR a 6 mesi + 1,85%;
- fino a 20 anni: EURIBOR a 6 mesi + 2,10%;
- fino a 25 anni: EURIBOR a 6 mesi + 2,25%;
- oltre 25 anni: EURIBOR a 6 mesi + 2,35%.
Le disposizioni di cui al decreto si applicano ai contratti di mutuo stipulati successivamente alla data della sua entrata in vigore.
