Brevissima …
L’ANAC scrive una guida per le amministrazioni ed enti che hanno avviato le attività volte alla definizione della strategia anticorruzione 2026-2028, in attesa dell’approvazione del PNA 2025, ad oggi on line per la consultazione fino al 30 settembre .
In attesa dell’adozione definitiva del PNA 2025, l’Autorità ha approvato un apposito documento, con specifiche indicazioni per la predisposizione della Sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e trasparenza”, nella logica dell’integrazione e coordinamento tra sottosezioni che è propria del PIAO.
L’ANAC ricorda, innanzitutto, che prevenire fenomeni di cattiva amministrazione e perseguire obiettivi di imparzialità e trasparenza generano Valore pubblico ( VP), riducendo gli sprechi e orientando correttamente l’azione amministrativa.
Conferma, poi, che la sottosezione 2.3 del PIAO, “Rischi corruttivi e trasparenza” – parte della Sezione 2 “Valore Pubblico, Performance e Anticorruzione” del PIAO – deve essere predisposta dal RPCT, cui spetta coordinarsi con i responsabili delle altre sezioni del piano (performance, personale, lavoro agile, formazione, bilancio, digitalizzazione, comunicazione) e con i responsabili delle diverse tematiche oggetto di programmazione (bilancio, digitalizzazione, comunicazione), nonché verificare, se del caso, la costituzione di gruppi interni integrati, anche aperti a stakeholder esterni, OIV e strutture di audit.
Descrive, infine, nel rispetto della legge n. 190/2012, del d.l. n. 80/2021 e del d.m. n. 132/2022, il contenuto della struttura della sottosezione, da suddividere nelle seguenti parti:
- Introduzione: dove individuare, in maniera chiara, gli obiettivi di prevenzione della corruzione e di trasparenza indicati dagli organi di indirizzo, collegandoli sia agli obiettivi di performance sia alla più ampia prospettiva del Valore Pubblico, inteso come miglioramento del benessere economico, sociale e ambientale delle comunità. Ogni obiettivo deve essere corredato da indicatori e target che ne consentano la misurazione e il monitoraggio
- Anagrafica, in questa parte è sufficiente fare rinvio alla Sezione 1 del PIAO con indicazione dei riferimenti del RPCT.
- Analisi del contesto: – esterno : dove considerare i fattori esterni che possono favorire il rischio corruttivo, con richiamo, eventualmente, alle analisi già presenti nella sottosezione 2.1 “Valore Pubblico”; – interno: per inserire la struttura organizzativa, il capitale umano e i processi, che devono essere ricondotti a una mappatura unitaria, utile a collegare la gestione del rischio alla programmazione delle misure
- Metodologia di gestione del rischio: fermo restando che ichiama il modello del PNA 2019, che resta il riferimento per l’identificazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, nonché per la definizione delle misure correttive e del monitoraggio. La gestione del rischio si sviluppa attraverso una sequenza di fasi: dalla mappatura dei processi e degli eventi rischiosi, all’individuazione dei fattori di contesto e degli indicatori di rischio (KRI), fino alla definizione delle misure preventive, generali e specifiche. Il monitoraggio deve essere programmato in modo sistematico, indicando responsabilità, oggetti e periodicità delle verifiche; i risultati, se emergono criticità, devono condurre all’aggiornamento della strategia di prevenzione.
- Programmazione delle misure generali e loro monitoraggio: particolare rilievo viene attribuito alla programmazione delle misure generali, che, insieme al monitoraggio, deve confluire in un allegato unico, così da semplificare e rendere più leggibile la documentazione.
- Trasparenza: particolare attenzione va riservata a questa sezione, con la predisposizione di una tabella degli obblighi di pubblicazione e l’indicazione delle modalità di attuazione e di verifica.
Il documento chiude suggerendo una check list di controllo del contenuto della sottosezione, molto utile al RPCT per verificare il lavoro fatto e che potrebbe essere utilizzato, con qualche adattamento, per una verifica di tutte le sezioni e sottosezioni del PIAO.
