Con deliberazione n. 24 del 20 luglio 2015, la Corte dei conti, Sezione autonomie, ha approvato il “Referto 2015 sugli organismi partecipati degli enti territoriali” curato dall’Osservatorio sugli Organismi partecipati/controllati dai Comuni, Province e Regioni.
L’indagine è stata svolta nell’ambito della verifica del rispetto degli equilibri di bilancio degli enti proprietari e della valutazione dei piani operativi di razionalizzazione delle partecipate previsti dalla legge di stabilità 2015.
Dal referto emerge, in sintesi:
– che il 17,55% dei comuni (1.414 su 8.057) non è in possesso di partecipazioni in società/organismi;
– che gli organismi operanti nell’ambito dei servizi pubblici locali sono numericamente limitati (il 35,72% del totale), pur rappresentando una parte importante del valore della produzione (il 71,35% dell’importo complessivo). Il maggior numero (64,28%) rientra nelle diversificate attività definite “strumentali”;
– una netta prevalenza degli affidamenti in house, fenomeno meritevole di attenzione per la rigidità dei presupposti legittimanti, tesa ad evitare violazioni delle regole della concorrenza;
– la presenza di partecipazioni (nonché di affidamenti e spese) anche fuori regione (fenomeno però non generalizzato);
– per quel che riguarda la gestione finanziaria si registra una netta prevalenza dei debiti sui crediti, in tutti gli organismi esaminati;
– quanto alle spese, viene messo in evidenza che i flussi finanziari tra enti proprietari ed organismi partecipati sono prevalentemente relativi all’affidamento di servizi; numerosi sono anche i trasferimenti ad altro titolo.
