IN POCHE PAROLE…
Novità contabili, modifiche tributarie, disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni, finanziamenti sociali della legge di bilancio 2026.
Legge 30 dicembre 2025, n. 199 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028
Come d’abitudine, anche la legge di bilancio 2026 è densa di novità di grande rilievo per gli enti locali e per il personale. Le disposizioni, infatti, spaziano dalla novità contabili, alle modifiche tributarie, alla disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni, ai finanziamenti sociali. Non mancano, ed anche questa è una abitudine, le disposizioni dettate per specifiche amministrazioni per fronteggiare esigenze che possono essere definite come particolaristiche, ma che molto spesso assomigliano a delle mance.
La detassazione del salario accessorio
E’ importante la possibilità che viene offerta per l’anno 2026 ai dipendenti pubblici di utilizzare una imposta sostitutiva della tassazione per gli aumenti contrattuali fino ad 800 euro a condizione che il reddito complessivo del lavoratore sia contenuto entro 50.000 euro annui. Tale disposizione è soggetta alla adesione volontaria da parte dei singoli dipendenti.
Si devono attendere, perché il beneficio possa essere concretamente applicato, le disposizioni operative.
Gli aumenti del fondo per la contrattazione decentrata
Si deve evidenziare il rilievo che assumono lo stanziamento di risorse per supportare i comuni che incrementano le risorse destinate al salario accessorio dei dipendenti in applicazione delle previsioni dettate dall’articolo 14, comma 1 bis, del d.l. n. 25/2025, cioè della norma che consente di aumentare il salario accessorio fino al 48% del trattamento tabellare del 2023. La disposizione stanzia 50 milioni di euro per il 2027 e 100 all’anno a decorrere dal 2028 per sostenere i costi aggiuntivi che saranno sostenuti dagli enti locali. La norma è al momento una “scatola vuota” perché i criteri saranno dettati con uno specifico Decreto del Ministro dell’Interno.
La disposizione consente inoltre ai comuni di cedere una quota di questo possibile incremento di spesa alle unioni di cui fanno parte, come già anticipato peraltro dalla circolare della Ragioneria Generale dello Stato dello scorso mese di giugno sull’applicazione del dl. n. 25/2025. Questa cessione determina come conseguenza il taglio di queste risorse da quelle che possono essere utilizzate per il salario accessorio dei dipendenti del comune, il che induce a ritenere che questa disposizione sarà difficilmente utilizzata, quanto meno su larga scala.
I segretari comunali
Si deve sottolineare la importanza di 2 disposizioni dettate per i segretari comunali, così da fronteggiare la carenza del loro numero. In primo luogo, viene disposta la proroga dell’utilizzazione di quelli neo assunti nei comuni fino a 5.000 abitanti o se collocati in una isola minore fino a 10.000.
Ed inoltre, si dispone l’aumento di quelli in servizio con l’immissione degli idonei dell’ultimo corso concorso.
Il finanziamento dei rinnovi contrattuali
Dobbiamo segnalare che, per la prima volta, la legge di bilancio non detta il tetto degli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici, che per gli enti locali vuol dire gli aumenti della spesa del personale da inserire nel bilancio preventivo. Non siamo in presenza di una dimenticanza: tale tetto è stato già dettato per il 2026 e per gli anni successivi dalla legge di bilancio del 2025 ed è fissato per l’anno 2026 e per il 2027, così come già per il 2025, nella misura dello 1,8% di incremento per anno rispetto al trattamento economico in godimento, così da arrivare nel triennio 2025/2027 ad un aumento del 5,4%. Sempre la legge di bilancio 2025 stabilisce anche gli aumenti che devono essere previsti per il finanziamento del rinnovo contrattuale del triennio 2028/2030.
Le disposizioni pensionistiche
Viene in primo luogo prevista la estensione al 2026 della possibilità di utilizzazione della cd APE sociale a condizione di rispettare il divieto di cumulo con redditi di lavoro autonomo superiore a 5.000 euro.
L’incremento della aspettativa di vita determina per i lavoratori dipendenti l’aumento di 1 mese nel 2027 e di 3 nel 2028 con esclusione degli addetti ai lavori usuranti e dei lavoratori precoci. Nelle PA il termine dilatorio per la liquidazione delle indennità di fine servizio decorra non dal collocamento a riposo, ma dal momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto al pensionamento a seguito del raggiungimento del requisito anagrafico o contributivo previsto dalla normativa vigente, comprensiva del relativo incremento di tre mesi; dal 2027 si riduce da 12 a 9 mesi il termine dilatorio.
Viene inoltre la estensione delle incentivazioni per il mantenimento in servizio ai dipendenti che nell’anno 2026 matureranno il diritto al pensionamento anticipato in base all’anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica.
Viene disposta la abrogazione della disposizione per la quale agli assunti dal 1996 si consentiva di computare anche il valore teorico di una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare (unitamente all’ammontare mensile della prima rata di pensione di base) al fine del raggiungimento dell’importo soglia mensile dell’assegno sociale stabilito dalla normativa vigente per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata con il sistema contributivo integrale.
Non vi sono infine disposizioni sulla cd opzione donna.
Le altre disposizioni
Viene prevista una disposizione per la stabilizzazione dei precari delle amministrazioni locali interessate dai sismi degli anni precedenti, con particolare riferimento a quello che ha interessato nel 2016 le regioni dell’Italia centrale.
Altra disposizione di grande rilievo è costituita dalla possibilità offerta alle PA di chiedere all’Inps di effettuare dei controlli sulla permanenza dei requisiti dei congiunti disabili dei dipendenti per la cui assistenza viene utilizzata la legge n. 104/1992. Sappiamo che molto spesso si registrano abusi nella utilizzazione di questo istituto.
Viene stabilito l’obbligo di certificazione della regolarità contributiva della propria posizione per i professionisti che collaborano con le PA come condizione per potere essere remunerati per come previsto dall’incarico.
Assume un grande rilievo l’innalzamento a 14, rispetto ai 12 precedenti, della età dei figli perché i genitori lavoratori dipendenti possano usufruire dei congedi per la loro assistenza nel caso di malattia.
dott. Arturo Bianco
